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Tre conferenze: responsabilità; psicoanalisi; valori

ott 15

Conferenza – 30 ottobre, alle 17:00
Aula Polivalente San Salvatore
Piazza Sarzano – Genova

“Autorità, fiducia, responsabilità conoscitiva. Alcuni orizzonti epistemologici”

Relatori:
Gloria Origgi – CNRS – Institut Nicod, Parigi – http://gloriaoriggi.free.fr/
Rossella Panarese – Radio 3 Scienza -
Nicla Vassallo – Università degli Studi di Genova -

Uno degli aspetti più evidenti della società contemporanea è l’abbondanza di
informazione. Le nuove tecnologie hanno moltiplicato i canali di comunicazione,
le forme e gli attori che concorrono a produrre, proporre e consumare
informazione. Tutti i saperi, compreso quello scientifico, interagiscono con
questo sistema informativo, spesso dovendosi affidare a una comunicazione non
facilmente verificabile. Di chi ci possiamo fidare? Quali sono gli informatori
seri, accreditabili, a cui è legittimo credere? Nessuno di noi è più solamente
un destinatario, siamo in grado di ricevere, rielaborare e reinserire nel
circuito dell’informazione una grande quantità di notizie, dati, fatti,
opinioni. Siamo caricati di una nuova, per certi versi inebriante,
responsabilità epistemica, che si deve accompagnare alla nostra autonomia
cognitiva. Scegliamo ogni giorno i nostri interlocutori e ci orientiamo verso i
nostri destinatari preferiti. Questo è lo scenario in cui ci muoviamo e in cui
vediamo circolare la conoscenza, fra dubbi sulla veridicità delle testimonianze
e la stringente necessità di trovare testimoni credibili, senza i quali saremmo
non lontani dalla condizione dell’essere umano dell’età della pietra.

Conferenza – 31 ottobre, alle 17:00
Aula Polivalente San Salvatore
Piazza Sarzano – Genova

“La psicoanalisi è morta. Viva la psicoanalisi. Evoluzioni psicoanalitiche
nell’arco di un secolo”

Relatore:
Vittorio Lingiardi – la Sapienza Università di Roma -

Introduce:
Nicla Vassallo – Università degli Studi di Genova -

Ogni volta che è stata annunciata la morte della psicoanalisi, questa non ha
tardato a mostrare la sua vitalità. Un cammino, quello di questa disciplina,
fatto di perdite, contaminazioni, trasformazioni, filiazioni, ma anche di punti
fermi e fondativi. Il processo di trasformazione che ha subito, frutto dei
progressi delle scienze e della filosofia, ha a volte verificato e altre
falsificato le sue affermazioni, imponendo anche massicce rivisitazioni dei
suoi concetti. Nella Vienna “fin de siècle” di Freud era perfettamente sensato
parlare di psicoanalisi in modo generico e singolare, mentre oggi avvertiamo il
bisogno di qualificarla: di quale psicoanalisi stiamo parlando? Prendendo ad
esempio alcuni luoghi cruciali della teoria e della clinica psicoanalitiche (il
setting, la sessualità, le neuroscienze), lasciamoci accompagnare nel viaggio
compiuto da questa grande disciplina nel corso dell’ultimo secolo, delineandone
i possibili orizzonti futuri.

Conferenza – 04 novembre, alle 17:30
Aula Polivalente San Salvatore
Piazza Sarzano – Genova

“Scienza: valori e imparzialità. Etica e politica nella ricerca scientifica”

Relatore:
Alessandra Tanesini, Università di Cardiff, Gran Bretagna -

Introduce:
Nicla Vassallo – Università degli Studi di Genova -

Qual è la relazione tra i valori etici e politici e la scienza? Partiamo
dall’idea che la conoscenza scientifica debba essere autonoma, neutrale e
imparziale per essere oggettiva, per comprendere se questi requisiti siano
davvero necessari. Una conclusione di questo tipo sarebbe basata su una
concezione contestualista della conoscenza, secondo la quale a volte è possible
ignorare teorie o ipotesi incompatibili con la propria, senza che ciò abbia un
impatto negativo sulla giustificazione della propria posizione. La scienza non
può prescindere in maniera assoluta dal contesto in cui si sviluppa e entro il
quale prende le proprie direzioni nell’esplorazione della conoscenza.
Viceversa, potrebbe non solo deviare dalle aspettative della società, ma
risultare in generale meno efficace nel perseguire gli scopi collettivi. I
valori etici e politici contribuiscono invece a determinare cosa possa in
questi casi venir ignorato, senza trasformare la scienza in propaganda.

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