Trucchi e segreti per utilizzare Google a scuola – puntata 1
 

Tanta tristezza.

set 15

Cari colleghi non ho più parole, in questi giorni non avevo molta voglia di scrivere e parlare di didattica innovativa, visto che le sperimentazioni stanno scomparendo e la voglia di migliorare e rinnovare la scuola viene svolta da colleghi sotto forma di volontariato. Tra i più brutti avvii di anno scolastico, problemi di ogni tipo, cattedre ancora da assegnare, mancanza di materiali, un clima bruttissimo insegnanti che si trovano ad avere orari spezzati in 3 o 4 scuole, ho visto la disperazione di colleghi che dopo anni di precariato e con figli a carico si trovano in un vicolo cieco, una situazione pessima, ecco cosa accade in una tra le migliori scuola medie di Torino nei pressi della mia abitazione, ma in Torino, come mi è stato segnalato, esistono situazioni più gravi, fra le molte vi invito alla lettura dell’articolo di questa mattina su La Stampa: Scuola in bolletta, il conto da pagare arriva alle famiglie e vi assicuro che la difficoltà delle famiglie si sente e si vede.
Nell’articolo, molti amici Presidi che dirigono importanti Istituti Tecnici e Professionali in Torino dichiarano che hanno dovuto aumentare in alcuni casi del 40% le tasse per il mantenimento dei labortatori.

Un’analisi generala e sintetica della situazione attuale vista da un insegnante di ruolo la potete leggere sul sito degli amici di VoceATA ed anche io rimpiango i tempi “…in cui la categoria era compatta e i sindacati unitari…”“.

Confrontandomi con i colleghi, tutti ci si chiede: “ma cosa fare? Come protestare? Come far capire che sul futuro dei nostri ragazzi non si può tagliare? Sembra che gli scioperi non portino più a nulla!” Non riesco più a capire questa politica scolastica, forse tra le tante azioni due potrebbero immediatamente far cambiare rotta, unità di tutta la categoria ed una seconda più semplice, evitare tutte le forme di volontariato che giornalmente sia il personale docente che non docente si trovano a fare per poter garantire molti servizi scolastici, già solo questo ingesserebbe nel giro di pochissimi giorni l’intero sistema… una scelta difficile perché ricadrebbe sui nostri ragazzi e sulle famiglie… ma forse necessaria,

non so cosa pensare
è triste.

E girando per Torino molti sono i messaggi che si possono leggere come come quello che vi allego:

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