Trucchi e segreti per utilizzare Google a scuola – puntata 2
 

Precari non abilitati, illegittimo l’inserimento in III fascia!

lug 02

Ricevo dal coordinatore nazionale dell’Adida Francesca Bertolini il comunicato stampa:


Precari non abilitati, illegittimo l’inserimento in III fascia!

L’Adida denuncia: Illegittimo il mancato inserimento dei precari non abilitati nelle
graduatorie permanenti ad esaurimento.

L’inserimento nelle Graduatorie di prima fascia, altrimenti dette Graduatorie permanenti ad esaurimento da sempre è stata prerogativa dei docenti in possesso dell’abilitazione. Per tutti coloro che pur in possesso dei titoli e dei requisiti validi all’insegnamento ma privi del titolo abilitante l’unica alternati è da sempre stata l’inserimento nelle Graduatorie di terza fascia dette anche Graduatorie di Circolo o D’Istituo, che venivano però utilizzate esclusivamente in caso di esaurimento delle graduatorie degli abilitati e che offrivano quindi ben poca certezza economica e di lavoro, ma solo molta precarietà e nessuna prospettiva a lungo termine. Va da se che i docenti precari non abilitati, seppur in possesso di alti punteggi e anni di servizio da sempre subiscono l’umiliante pratica di vedersi scavalcati da chi seppur abilitato può vantare “meriti” ed esperienza ben inferiori. “Non siete abilitati” è sempre stata la frase di rito, sufficiente a bloccare qualsiasi protesta o reclamo e la pratica di discriminare anno dopo anno questi precari era divenuta una consuetudine talmente consumata che nessuno più si interrogava sulla sua liceità.
Nulla contava se il motivo per cui il precario non aveva potuto conseguire il titolo abilitante non sempre dipendeva dalla bravura e preparazione, ma più spesso dal caso e dalla fortuna essendo che negli ultimi dieci anni sono diverse le classi di concorso per cui non sono stati allestiti corsi abilitanti ordinari di alcun tipo. Anche quando le Siss , corsi biennali abilitanti del passato esistevano, va segnalato che essi non solo violavano nelle modalità con cui erano allestiti la L.341/90 e il D.509/99. L’obbligo di frequenza imposto indiscriminatamente era infatti in contrasto con i diritti degli studenti lavoratori, il diritto alla maternità e all’assistenza di parenti ammalati. Le cifre richieste annualmente per la loro frequenza, che potevano variare da un minimo di 1.500 € ad un massimo di 10.000 € annuali violavano inoltre il DPR 306/1997 il quale esattamente sanciva: “la contribuzione studentesca nei corsi universitari […] non può eccedere il 20 per cento dell’importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato”.
Tuttavia quello che si vuole evidenziare è che l’istituzione delle Graduatorie di Circolo e d’Istituto, poste in coda alla prima fascia è da considerarsi di per se illecita e discriminante anche qualora le circostanze attraverso cui abilitarsi in passato fossero state oggettivamente imparziali ed eque. Per poter comprendere il concetto è necessario primariamente precisare che le modalità con cui vengono calcolati i punteggi di tutti i precari (abilitati e no) sono pressoché identici e che l’acquisizione di un titolo abilitante, comportando il conseguimento di un punteggio variabile da un minimo di 12 ad un massimo di oltre 60 punti costituisce di per se un più che equo ‘premio’. Va inoltre sottolineato che nonostante quanto il termine ‘non abilitato’ porti a pensare, in realtà i precari non abilitati non solo possiedono titoli e diplomi validi all’insegnamento, ma che se davvero fossero stati considerati inadatti allo svolgimento della professione stessa il Ministero non avrebbe mai potuto stilare graduatore di merito per la nomina di docenti a cui conferire incarichi e responsabilità del tutto identiche ai colleghi di ruolo e abilitati, comprese le mansioni di Commissario d’esame, Coordinatore e Segretario di Classe e conferendogli pieno potere di bocciare e promuovere alunni firmando documenti ufficiali in qualità di rappresentanti dello Stato Italiano.
La trasformazione nel 2007 in graduatorie ad esaurimento delle graduatorie permaneti ne ha portato alla cristallizzazione ed immobilità. In rispetto al diritto di trasferimento, il Governo ha concesso successivamente a partire dal 2009 ai soli abilitati l’opportunità di fare domanda di inserimento nelle graduatorie di ulteriori tre province, fermo restando la permanenza a pieno titolo, ossia in base al proprio punteggio nella provincia di provenienza. Furono c.a. 17.000 i docenti che ricorsero per richiedere l’inserimento a pieno titolo e con il proprio punteggio (ossia a pettine) in tutte e quattro le province in cui erano stati inseriti. I giudici accogliendo in pieno le loro istanze più volte sentenziarono il diritto per questi individui al trasferimento con conservazione del proprio punteggio, sottolineando che la collocazione nelle graduatorie per l’insegnamento poteva avvenire solo sulla base del criterio meritocratico.
Alla luce di quanto sopra esposto va da se che essendo da considerarsi il punteggio conseguito all’atto dell’abilitazione una più che esaustiva ricompensa al “merito acquisito”, il trattamento riservato ai precari non abilitati appare del tutto illegittimo. Essi hanno infatti diritto a competere con gli abilitati ad armi pari. Le code sono illegittime, ha sentenziato più volte il Tar, per questo la loro collocazione in coda alle graduatorie permanenti degli abilitati è da considerarsi semplicemente ingiustificata e inaccettabile. La loro giusta collocazione dunque dovrebbe essere nelle grad. permanenti
e a chi volesse obiettare loro che mancano però del titolo abilitante e per questo non gli è consentito l’inserimento nelle stesse, dovrebbero però anche ricordarsi che essi in nessun caso possono essere considerati inadatti allo svolgimento della professione docente e che quindi sarebbe semplicemente discriminante non concedergli in rispetto a quanto riportato dall’art. 52 comma 1 e dall’art. 3 della Cost. una competizione ad armi pari per l’accesso ai pubblici uffici.

Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare)
registrazione ufficio entrate del 27 novembre 2009
Codice Fiscale 95021260047
www.associazioneadida.it

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