Questa mattina il collega G. appena entra in istituto mi chiama a gran voce: “Micheleeeee, finalmente sulla Stampa hanno fatto la fotografia esatta della scuola italiana! Era ora! Leggi leggi, dillo dillo a tutti, guarda questo è un articolo!”
(nota per il lettore, G. lo conosco bene, non è persona dalle idee estremiste, ne a sinistra e ne a destra)
Immagino che qualcuno avrà anche il coraggio di dire che l’articolo è fazioso, di sinitra (!!) di sopra o di sotto, ma cari lettori io ci vivo ogni giorno e la scuola è proprio questo! E’ fatta proprio così! Lettore te lo giuro su ciò che ho di più caro, la scuola sta morendo, se solo tu potessi vivere per un giorno da allievo o da professore potresti rendertene conto, si lo vorrei veramente.
Dopo l’introduzione il salto all’articolo di Pietro Ratto.
La scuola in saldo
e la riforma che non c’èPIETRO RATTO
Meno ore in classe? Un altro passo verso il baratro, dopotutto. Un’altra concessione alle esigenze di alunni sempre meno interessati a conoscere e sempre più orientati a incassare, a buon mercato, punteggi e titoli di studio. Da una decina d’anni la scuola italiana si è progressivamente allineata alla logica aziendale dello standard americano, adottando politiche da supermercato. Ha fatto di tutto per trasformarsi in un grande magazzino di saperi minimi a basso prezzo, trattando con i ragazzi e le loro famiglie esattamente come si fa con una clientela più o meno affezionata….
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Sono d’accordo con te: purtroppo è tutto vero!