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2 dicembre 2009 alle 15:36

Di rientro da lavoro sul pulman vedo due studenti muniti di netpc che si passano gli appunti… lo so non è la norma ma non è la prima volta che mi capita di osservare una simile situazione, ormai questi dispositivi hanno prezzi consumer paragonabili ad un buon cellulare. Non so cosa ci riserverà il futuro, ma proprio questa mattina uno studente mi faceva notare il video che vi allego, un libro che non è altro che un ibrido tra iPhone e carta, sarà questa l’evoluzione?

Maggiori informazioni (in giapponese :-) ) sul sito: http://www.mobileart.jp/phonebook.html

Archiviato in: News di Maffucci | Tags: , , , ,

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5 Risposte a “Phone Book”

  1. BAh! Penso che sia una gran trovata commerciale molto efficace per attirare l’attenzione di un numero sempre maggiore di persone che nn vogliono immaginare niente più … A mio parere il fantastico mondo propinato con molte immagini, ma senza la necessaria immaginazione, data invece da un testo scritto, non permette un’efficace sviluppo del pensiero.

  2. Probabilmente si può essere una trovata commerciale, ma dov’è il problema? Anche i libri cartacei vengono pubblicizzati. Se la trovata commerciale serve ad educare perché non usarla.
    No io non credo proprio che uno strumento basato sull’immagine e sul video sia indirizzato a persone che non vogliono immaginare niente, ovvero poco intelligenti, se così fosse allora dovrei considerare il cinema e il teatro arti di serie B perché narrano storie precostituite e che non lasciano spazio all’immaginazione? Il video, la fotografia, il disegno amplificano enormemente l’intelligenza emotiva ed è sperimentalmente provato che ne migliorano lo sviluppo cognitivo.
    Ma allora uno strumento per essere intelligente deve per forza essere cartaceo e costituito da testo puro?
    Io credo che il problema non sia il mezzo, ma le persone che leggono poco e su questo che bisognerebbe interrogarsi.

    Si legge poco forse perché:
    - non si insegna ad amare la lettura?
    - I libri non sono “accattivanti” come uno strumento che fa uso di più media?

    Sapere e immaginare costa fatica e allora perché non incominciare ad insegnare ad amare il sapere e i modi con cui viene trasmesso: testo, fotografia, video?
    Probabilmente si avrebbe un maggior numero di esseri senzienti.

    Non tutti riescono ad essere immediatamente attratti da una storia di centinaia di pagine, bisogna essere educati a farlo.

    La nostra è una scuola “vecchia” fatta di mille pregiudizi, non ultimo quello sulla tecnologia vista solo come strumento che semplifica e basta, io invece credo che la tecnologia sia un’opportunità fantastica che ci consente di andare oltre e renderci finalmente liberi di essere intelligenti.

    Per me:
    leggere, vedere ed ascoltare,
    anche tutto insieme, non importa
    l’importante e farlo con intelligenza

    Un caro saluto.

  3. beato te. io nei pullman riesco solo a vedere alunni che si scambiano le playstation per continuare a giocherellare come hanno fatto per ore in classe durante le lezioni… :-/

  4. Ciao Anna.

    Non preoccuparti non è la norma, i netpc si incomincia a vederli, la diffusione massima anche nel mio caso è per psp e cellulare.

    Un caro Saluto.

  5. Chiaramente il mio commento è stato di natura provocatoria, e forse ho peccato troppo di pressappochismo. A volte però le sensazioni nei confronti delle nuove tecnologie soprattutto quando ci vengono proposte come unica soluzione ai nostri numerosi problemi, hanno spesso il sapore della speculazione e futilità.
    Da premettere: La tua risposta è densa di spunti di riflessione.
    Per quanto mi riguarda, le nuove tecnologie nell’insegnamento delle materie scientifiche, sono di enorme utilità. Ma solo se opportunamente proposte e contestualizzate.
    Vedere video o immagini senza una guida nel marasma di internet, si rischia di naufragare.
    Il ruolo del genitore e soprattutto dell’insegnante si avvicina sempre più al facilitatore degli strumenti informatici.

    Quindi il problema della scuola, a mio parere non sta tanto nei pregiudizi nei confronti delle tecnologie, ma nella bassa presenza di personale attivo, cioè che si prepara la lezione attraverso il web: condividere le informazioni didattiche nei network, aggiornare il registro del sito della scuola, ricercare materiale su cui lavorare insieme ai ragazzi sulle Lavagne Interattive Multimediali (…) Insomma occorrono delle persone motivate e dedicate alla missione scuola.
    Insisto sul tema scuola in quanto rappresenta ancora la principale sede dove dovrebbe crescere il piacere della conoscenza.
    Molto spesso ci si confronta con un personale scuola costituito da persone esaurite da quelle interminabili, vetuste, vergognose e chi più ne ha più ne metta, graduatorie ad esaurimento.
    Quindi in ultima analisi ritengo che le tecnologie aiutano il processo di apprendimento, a patto che siano affiancate da un concreto supporto di persone aggiornate e soprattutto giovani di mente; Sarà un’utopia?

    Saluti telematici

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