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	<title>Commenti a: Lettera aperta di un gruppo di insegnanti e genitori</title>
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		<title>Di: Alfredo Tifi</title>
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		<dc:creator>Alfredo Tifi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 13:11:52 +0000</pubDate>
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		<description>Sono molto preoccupato da questa vostra lettera.
Mi preoccupa l&#039;uso dispregiativo del termine &quot;teoria&quot;, sia perché ritengo sia possibile riconoscere la presenza o meno del problema oggettivo dislessia, sia perché la scuola ha un gran bisogno di teoria e attitudine alla ricerca da parte di ogni docente che voglia identificarsi in questo ruolo. Non abbiamo bisogno invece di didattica, se con ciò si vuol intendere &quot;direttività di prassi che ogni buon insegnante conosce da sempre e di azione che segue la dizione di un comando eseguibile da chiunque&quot;. La ripetizione del termine di funzione didattico-educativa non risolve il problema dell&#039;assenza di un modello ragionato e condiviso di cosa debba essere l&#039;educazione oggi e di quali debbano essere i suoi obiettivi. Tranne sospettare che tale presunzione di condivisione possa dedursi dalle frasi: &quot;è sufficiente che spieghi male o che non sappia insegnare&quot;, &quot;la possibile incapacità dei docenti di trasmettere il sapere&quot; che la dicono lunga sulla banale semplificazione del ruolo dell&#039;insegnante nel processo di insegnamento-apprendimento su cui si basa questa lettera. Chiaro poi che il tutto debba essere rinforzato da catastrofismi di vario tipo in luogo della riflessione su un miglioramento delle VERE (perché basate su delle teorie) capacità aggiuntive di insegnamento che non possono certo crearsi PERSEVERANDO col modello trasmisionista uguale per tutti, e che oltre ad aiutare a restituire la dignità che i reali dislessici oggi NON HANNO nella scuola &quot;didattica&quot;, potrebbero essere largamente di gran vantaggio per tutti gli altri alunni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto preoccupato da questa vostra lettera.<br />
Mi preoccupa l&#8217;uso dispregiativo del termine &#8220;teoria&#8221;, sia perché ritengo sia possibile riconoscere la presenza o meno del problema oggettivo dislessia, sia perché la scuola ha un gran bisogno di teoria e attitudine alla ricerca da parte di ogni docente che voglia identificarsi in questo ruolo. Non abbiamo bisogno invece di didattica, se con ciò si vuol intendere &#8220;direttività di prassi che ogni buon insegnante conosce da sempre e di azione che segue la dizione di un comando eseguibile da chiunque&#8221;. La ripetizione del termine di funzione didattico-educativa non risolve il problema dell&#8217;assenza di un modello ragionato e condiviso di cosa debba essere l&#8217;educazione oggi e di quali debbano essere i suoi obiettivi. Tranne sospettare che tale presunzione di condivisione possa dedursi dalle frasi: &#8220;è sufficiente che spieghi male o che non sappia insegnare&#8221;, &#8220;la possibile incapacità dei docenti di trasmettere il sapere&#8221; che la dicono lunga sulla banale semplificazione del ruolo dell&#8217;insegnante nel processo di insegnamento-apprendimento su cui si basa questa lettera. Chiaro poi che il tutto debba essere rinforzato da catastrofismi di vario tipo in luogo della riflessione su un miglioramento delle VERE (perché basate su delle teorie) capacità aggiuntive di insegnamento che non possono certo crearsi PERSEVERANDO col modello trasmisionista uguale per tutti, e che oltre ad aiutare a restituire la dignità che i reali dislessici oggi NON HANNO nella scuola &#8220;didattica&#8221;, potrebbero essere largamente di gran vantaggio per tutti gli altri alunni.</p>
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