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Libero pensiero e liberi pensatori

mag 13

Un libro di Damiano Mazzotti
minimal idea – IBISKOS editrice risolo

copertinaPrefazione

Il linguaggio si può definire come un essere vivente che evolve velocemente nell’ambiente sociale in rapida trasformazione come quello umano in cui vive. Questa evoluzione linguistica rappresenta anche un vero è proprio elemento di progresso civile e politico poiché nel suo sviluppo cerca di tenere insieme i differenti stili di comportamento verbale e le abitudini cognitive delle innumerevoli e, a volte molto diverse psicologie. Ad esempio c’è la grande suddivisione delle menti analitiche e di quelle prevalentemente sintetiche, ci sono quelle assolutiste e quelle relativiste. Il sistema linguistico crea inoltre una simbologia comune dove sono inserite tutte le rappresentazioni dei vari ambienti culturali e sottoculturali, e delle differenti classi sociali.
Quindi il comportamento verbale, nel suo sviluppo legato al caso, alla necessità e alla formazione, è molto probabilmente orientato ad una maggiore libertà e verità: con tutti i limiti però connessi al mantenimento della buona convivenza umana (l’eterna utilità delle bugie positive per difendere se stessi e per non ferire l’amor proprio delle altre persone).
Perciò le parole e i pensieri che troverete in questo libro verranno liberamente espressi nella lingua moderna, snella e pratica che si può riscontrare oggi nel WEB. Non è il linguaggio settoriale e accademico dei professori universitari o dei professionisti dei vari mestieri, ma è la lingua che rappresenta la persona comune con una buona cultura di base, che è cosciente del ruolo attivo che ogni cittadino deve avere nella società civile europea. E ci sono anche i linguaggi che manifestano la trasformazione dei Mass Media nei Media Partecipati (The Economist).


Nel libro vengono quindi raccolti quasi tutti i miei articoli che sono usciti sui diversi siti internet di giornalismo partecipativo: cioè quelle organizzazioni online dove il cittadino sviluppa e diffonde direttamente la notizia. In particolare si fa riferimento al sito italo-europeo AgoraVox Italia e al sito italiano ReportOnLine.it (il periodo va dal primo settembre 2008 a metà marzo 2009).
Comunque, come affermato da Giovanni Valentini in un saggio sulla comunicazione di qualche anno fa, “la graduatoria (delle notizie) non la stabilisce più il giornalista, bensì il lettore, non più chi produce e fornisce le notizie, bensì chi le richiede e le riceve”. Il lettore diventa quindi un soggetto attivo che entra a far parte integrante di un sistema completamente aperto e senza le tradizionali gerarchie che riproducono le strutture di potere economico, politico e culturale della società. Bisogna ricordare che oggi tutte le aziende editoriali pagano i caporedattori e un direttore per impedire la diffusione delle notizie più indesiderate e pericolose per i più potenti (politici e grandi imprenditori). Non a caso l’ordine dei giornalisti era stato istituito a suo tempo da Benito Mussolini per controllare e imbavagliare la stampa. E ha mantenuto tutto il suo valore nel tempo.
Nei siti partecipativi invece la maggior parte dei reporter fornisce un contributo libero e volontario. Tra le altre cose, molte delle notizie che escono su questi siti sono poi adottate e diffuse gratuitamente da diversi network di informazione tra cui Google News, Wikio, Liquida, ecc. Inoltre ricordo che il giornalismo partecipativo è nato in Corea del Sud nel 2000, con l’apertura del quotidiano on-line “Ohmy-News” e grazie a questo nuovo tipo di informazione l’avvocato dei diritti dell’uomo Roh Moo-hyun riuscì a diventare Presidente battendo i vecchi governanti corrotti e autoritari (la fonte è l’European Journalism Observatory: www.ejo.ch).
Per quanto riguarda AgoraVox esiste una piccola e tradizionale redazione centrale di giornalisti professionisti e una grande redazione virtuale decentrata di reporter moderatori che vota gli articoli non ancora pubblicati (off-line), così da poter permettere la pubblicazione di quelli più interessanti (i moderatori sono quei cittadini-giornalisti più qualificati che hanno pubblicato almeno cinque articoli). C’è inoltre la possibilità per qualsiasi lettore di votare un articolo per dargli maggiore visibilità e di commentare poi direttamente la notizia sul sito inserendo la sua opinione personale, a cui chiunque altro cittadino potrà successivamente rispondere a sua volta (compreso il cittadino-giornalista autore della notizia), in un botta e risposta dialogante. E bisogna tenere conto che molti singoli cittadini sono portatori di un bagaglio di esperienze e di conoscenze che possono superare tranquillamente quello di molti cosiddetti professionisti.
Quindi il libro è stato pensato per le giovani generazioni che sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli per elaborare un pensiero e una forma di conoscenza sempre più libera, sempre meno fondamentalista, e sempre più rispettosa dei punti di vista alternativi e dei diritti delle minoranze. Ai giovani più internazionalisti e più interessati a perfezionare l’uso di una lingua straniera, consiglio di visitare periodicamente anche l’edizione francese o inglese di AgoraVox: www.agoravox.fr e www.agoravox.com.
La pubblicazione raccoglie anche tantissime citazioni e reinterpretazioni di autori famosi, diventando così un “piccolo manuale pratico” per chi vuole stimolare la scrittura creativa e un’amichevole promemoria per valutare diversi consigli su altri libri interessanti da leggere per approfondire un particolare tema (cosa molto utile a chi è impegnato a scrivere tesi, tesine e ricerche, oppure articoli vari). Il libro può così diventare un’eccitante palestra mentale dove ci si diverte a tener allenati gli invisibili muscoli dei cervelli passivi e quelli più visibili delle “Teste Creative”. Ci sono perciò molte indicazioni di siti web e molte recensioni di saggi su cui si può riflettere a fondo per avviare un ulteriore approfondimento delle conoscenze personali e professionali.

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