E’ veramente deprimente per me che insegno da quasi venti anni sopportare le inutili fatiche di chi appronta un disegno di legge che dovrebbe, a detta del Ministro Gelmini: “Ridare autorità ai docenti, da troppi anni si sentono vessati e non hanno i mezzi per farsi rispettare in classe” (Repubblica del 2 agosto 2008), certo! Sicuro! E’ sufficiente l’arma di un 5 in condotta per tacitare il più terribile dei bulli!
Non credo che un rapporto educativo sano debba fondarsi sullo spauracchio del voto di condotta.
Il consiglio di classe è sovrano e da sempre ha gli strumenti per agire nei casi peggiori.
Come più volte ho avuto modo di dire su vocescuola, insegno elettronica in una scuola professionale di Torino e vi assicuro che ogni anno ho avuto studenti “difficili” o se preferite “bulli” e l’unico modo per costruire un rapporto corretto con questi allievi è quello di ascoltarli, analizzare le loro azioni violente e con rigore ed autorevolezza agire.
Ho sempre pensato che il “bravo” insegnante debba in primo luogo trattare gli allievi come adulti e in modo giusto ed equo, solo in questo modo riuscirà a renderli “allievi pensanti” e non “allievi ammestrati” con lo spauracchio del voto di condotta.
Certo! Anche io ho avuto momenti di scontro che in alcuni casi hanno implicato azioni forti, ma lo strumento del voto di condotta non è mai servito, è inutile, è solo un salto nel passato al tempo dei ceci dietro la lavagna.
Unica soluzione ascolto e dialogo con comportamenti pianificati dal consiglio di classe.
Il gran clamore del voto di condotta in questo momento sembra fumo negli occhi, azione che vuole distogliere dall’attenzione da comportamenti ben più gravi che colpiranno la scuola nel prossimo triennio, 7,5 miliardi di euro di investimenti in meno per la scuola, che si tradurrano in meno insegnanti, meno amministrativi e meno formazione per tutti, mi vien da dire: “ottimo modo per investire sul futuro di questo sgangherato paese!”
Io mi chiedo, ma invece di impegnarsi su inutili azioni, perché non si attuano ad esempio strategie per favorire l’integrazione degli stranieri, perché nessuno mi spiega come impostare una didattica in una classe con più del 40% di allievi di nazionalità straniera”?
Forse perché non fa notizia?
Come faccio a spiegare l’elettronica a chi a stento sa l’italiano e non sa far di conto? (compresi gli italiani).
Non vedo investimenti per il futuro, probabilmente la risposta, banale è che il tempo da investire sulla scuola è più lungo di una legislatura e quindi sono più semplici azioni mediatiche come il voto di condotta e il grembiule o azioni di risparmio economico come l’eliminazione dell’obbligo di istruzione a 16 anni.
Se le scelte saranno di questa portata non vedo miglioramenti e fra cinque anni il prossimo governo dirà che i parametri OCSE-PISA sono bassi per colpa del governo precedente… solita musica.
Credo che sarò insegnante per sempre e come ogni primo di settembre mi sottoporrò ad un’overdose di fiducia per ripartire, mi ripeto ogni anno la frase della mia professoressa di italiano: “Questo paese è sconvolto da una corruzione e da una impuntità dilagante, terreno ideale per far crescere cittadini mediocri, passione ed amore per il sapere può far cambiare qualcosa”.
Oggi è una stupenda giornata, vado a fare una pedalata…
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