Da quando pigio i tasti della tastiera del computer mi sono scontrato con l’esigenza di mantenere un buon livello di riservatezza dei miei dati personali, dati che in teoria dovrebbero essere inaccessibili ad estranei. L’esperienza che ho acquisito durante i miei lavori pre-insegnate, in ambito informatico nel settore assicurativo/bancario, mi hanno fatto capire come ognuno di noi dissemina, in modo involontario, una grande quantità di dati personali.
Quindi, non basta la firma su un modulo per dire che non si consente al trattamento dei propri dati, ma è necessario un comportamento informatico adatto per garantirsi riservatezza.
Non voglio fare della fanta-informatica, ma se vi appassiona l’argomento della sicurezza informatica iscrivetevi alla newsletter crypto-gram e poi ditemi…
Troverete anche alcuni articoli dedicati alle chiavette USB e vi assicuro che incomincerete a preoccuparvi un po’.
Proprio ieri, durante una riunione organizzativa in abito regionale, mi sono trovato di fronte all’attegiamento poco attento di un funzionario, la richiesta era la solità: “ho su chiavetta il PowerPoint del progetto… aspetti ho dimenticato la chiavetta sulla scrivania del funzionario X vado a prenderla… eccola… può mettere il PowerPoint su computer in modo da poter proiettare la presentazione? Non faccia caso alle altre cartelle”
Chiavetta dimenticata su una scrivania in un ufficio aperto dove non era presente nessuno… e la cosa buffa e che “le altre cartelle” avevano titoli del tipo: bilancio, estratti conto, foto Natale… un bel mix di dati di lavoro e personali… credo che questo possa essere considerato un attegiamento rischioso… cosa sarebbe capitato se ad esempio la chiavetta fosse stata persa?
Qualche giorno fa ho illustrato un semplicissimo tutorial, per Mac OS X, che spiegava come cifrare alcune porzioni di una chiavetta USB.
Poiché il mondo non è fatto di soli Mac, su indicazione dell’amico Sax, vi segnalo TrueCrypt, che è definito un software OTFE (On The Fly Encription) che consente di cifrare intere partizioni oppure creare unità disco virtuali criptate all’interno di un singolo file.
Il software è opensource gratuito disponibile per:
- Windows: Vista/XP/2000/2003,
- Mac OS X: Leopard (Intel), Leopard (PowerPC), Tiger (Intel), Tiger (PowerPC),
- Linux: Open SuSe (x86), Ubuntu (x86)
TrueCrypt è di semplicissimo utilizzo, dopo aver inserito la password utilizzata per proteggere i vostri dati, potrete accedere alle unità virtuali come se fossero unità disco.
Il programma può essere utilizzato sostanzialmente i tre modi:
- la prima prevede la creazione di un file container in cui criptare, all’interno di un file un volume
- la seconda prevede di criptare una partizione non di sistema, di un volume secondario o un volume esterno come una chiavetta usb,
- la terza prevede l’installazione sul sistema operativo.
Inoltre il programma dispone di numerosi algoritmi di criptografia.
Sul sito di riferimento troverete un validissimo tutorial che ne spiega l’utilizzo.
L’ultima versione, la 5.0, risale a qualche giorno fa, di seguito riprendo la lista delle funzionalità lette sul sito.
- Creates a virtual encrypted disk within a file and mounts it as a real disk.
- Encrypts an entire hard disk partition or a storage device such as USB flash drive.
- Encryption is automatic, real-time (on-the-fly) and transparent.
- Provides two levels of plausible deniability, in case an adversary forces you to reveal the password:
1) Hidden volume (steganography – more information may be found here).
2) No TrueCrypt volume can be identified (volumes cannot be distinguished from random data).
- Encryption algorithms: AES-256, Serpent, and Twofish. Mode of operation: XTS.

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